Arzano, raccolta rifiuti: nuova ordinanza di proroga il Consorzio Gema. La Prefettura di Salerno gli nega l’Antimafia

Arzano. Raccolta rifiuti, nuova ordinanza di proroga il Consorzio Gema. E’ giallo sulla nuova gara. La Prefettura di Salerno nega l’Antimafia alla ditta scelta dai commissari straordinari. Sta facendo discutere, e non poco, la notizia dell’ennesima ordinanza di proroga firmata dalla triade commissariale. Un istituto di estrema urgenza – possibile solo in vista di una gara – che consente ai comuni di gestire il servizio in attese dell’espletamento delle procedure d’appalto. E così che la ditta dell’emergenza rifiuti ad Arzano diventa “intoccabile”. Arrivati in città con l’avvio del procedimento di revoca dell’appalto alla vecchia ditta Senesi deciso dal commissario straordinario e dall’Architetto Napolitano. Eppure, il consorzio Gema, non solo è rimasto saldamente al proprio posto con le illegittime proroghe, ma potrebbe vedere allungati i tempi della propria permanenza in città nonostante l’assenza dei requisiti antimafia. Il consorzio era praticamente fuori dal circuito e davanti a una città trasformata in una maxi-discarica a cielo aperto, il vice prefetto De Rosa aveva «consigliato» al super-dirigente Napolitano – già indagato ad Afragola, nonché motivo di scioglimento per infiltrazioni camorristiche del comune di Arzano – di individuare eventuali soluzione da adottare in caso di estrema necessità. Così il dominus del Comune, aveva chiesto l’eventuale disponibilità di ditte pronte a subentrare ad horas alla Senesi, facendo cadere la sua scelta sul consorzio Gema che aveva già operato nel suo comune ad Afragola. Il consorzio oltre alle inchieste nel comune di Torre del Greco, si trova a fare i conti con uno scottante dossier finito nelle mani della magistratura e dei carabinieri di San Giuseppe Vesuviano. E’ un documento che mette in allarme la procura della Repubblica sulle assunzioni in programma dell’azienda di soggetti poco raccomandabili e non presenti nel passaggio di cantiere. L’esposto bomba porta la firma di Antonio Agostino Ambrosio, il leader della minoranza, che invita la magistratura e la locale stazione dei carabinieri a tenere gli occhi aperti richiedendo alle istituzioni una doverosa e puntuale vigilanza, al fine di evitare che le citate assunzioni possano avvenire in maniera clientelare, reclutando tra le fila del personale amici di amministratori o, in qualche modo, riconducibili a soggetti indagati, rinviati a giudizio o prescritti e non assolti. Le ombre si fanno più fitte, perché nel corso dell’esposto finito nelle mani del tribunale si parla di possibilità di voto di scambio legato alle assunzioni promesse durante le campagne elettorali di pregiudicati e indagati. Stessa cosa potrebbe avvenire ad Arzano dove dubbi vi sarebbero anche sui pagamenti. (gdn)
Cronache della Campania@2019

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