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Salvini promette altri 150 agenti tra Napoli e provincia: ‘Al Vasto controllo capillare del territorio’

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” Se siamo qui a inseguire camorristi di 8 anni, vuol dire che ad alcune famiglie va tolta la patria potesta’, perche’ sono li’ per allevare futuri criminali. Non dovremmo parlare di stese ma di ‘scorrerie in armi’: cosi’ non usiamo i termini della camorra”. Cosi’ il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si e’ svolto in Prefettura a Napoli. Dal fenomeno dei parcheggiatori abusivi, alle ‘stese, allo spaccio di droga. C’è una road map per affrontare i problemi legati alla sicurezza a Napoli? “Entro l’anno ci saranno i primi segnali concreti e capisco lo scetticismo”. E’ l’impegno e la promessa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Io conto – ha detto Salvini rispondendo a un cronista durante la conferenza stampa trasmessa su un social network – che alcune di queste vengano inserite già nel decreto sicurezza e mi auguro che che arrivino tra dieci-quindici giorni all’esame del Parlamento e che si possano inserire norme sui parcheggiatori abusivi, sugli spari in luogo pubblico.  Al Vasto faremo un controllo capillare del territorio nelle prossime settimane e invieremo circa 150 uomini in piu’ delle forze dell’ordine. Ho incontrato stamattina tante persone che non si rassegnano al degrado. Tornero’ a incontrare don Vincenzo e le mamme del dopo scuola a novembre. Sono sicuro che trovero’ un Vasto con meno immigrati presenti, la situazione di via Milano 40 censita e modificata e una massiccia presenza dello Stato nel quartiere”. Cosi’ Matteo Salvini, ministro dell’Interno e vivepremier, a margine del Comitato per l’ordine e la sicurezza nella Prefettura di Napoli. Presenti in sala anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega al Mezzogiorno Pina Castiello e il parlamentare Gianluca Cantalamessa. “Una signora – racconta Salvini – che gestisce un ristorante al vasto, mi ha detto che a causa della situazione del quartiere sta vedendo vanificato il lavoro di trent’anni. Il governo sta gia’ intervenendo: si e’ gia’ passati da mille a 627 ospiti, con l’obiettivo di scendere a 500 a ottobre. Sono calati tutti i reati, l’unica fattispecie aumentata sono gli arresti e le denunce a carico di stranieri. L’anno scorso avevamo piu’ di 3mila richiedenti asilo, oggi sono scesi a 500. Con due nuove commissioni, su 538 domande di asilo e protezione negli ultimi 2 mesi ne sono state accolte 8 su 100, tra rifugiati, sussidiaria e umanitaria. Fino a poco tempo fa davamo vitto e alloggio a gente che non scappava da niente, ma la guerra la portava a Napoli. Sono contento di aver dato un taglio a tutto questo. Nell’arco di questi 5 anni da ministro spero di arrivare al livello europeo di zero campi rom. Che non esistono in altri Paesi d’Europa. Non e’ un problema di rom – dice il ministro -. Su 160mila rom in Italia, quelli che vivono nei campi non sono piu’ del 20%. E’ quindi un problema di 30 o 40mila resistenti a qualsiasi tipo di legge e ordine. Occorre riconquistare metro per metro i luoghi dove sono i campi”.

“Al tavolo mi sembrava di parlare con un’altra persona, forse era il cugino o il sosia. Faccio esercizio zen, respiro profondamente e mi rimetto a disposizione della citta’”. Replica cosi’ Matteo Salvini alle parole del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ha accusato il ministro dell’Interno di non aver assunto impegni concreti.  “Faccio esercizio zen e faccio finta di non aver sentito – ha affermato – e’ lui che si e’ fatto carico di due o tre cambiamenti normativi che io mi sono reso disponibile a inserire subito nel decreto sicurezza”. “E’ lui che mi ha detto: ‘Non so dove mettere i motorini sequestrati, non ho vigili urbani, la gente si spara per strada, ho 4500 case occupate abusivamente’ – ha concluso – Poi se ha problemi con se stesso che dentro dice una cosa e fuori un’altra… E’ un problema suo”.Il ministro dell’Interno dice di voler andare “oltre i reiterati insulti del sindaco”, assicura che tornera’ a Napoli “nonostante de Magistris”, perche’ il “mio dovere e’ quello di dialogare con chiunque. Poi se c’e’ un debito che raggiunge 1,7 miliardi – conclude – chi fa il sindaco da sette anni evidentemente un minimo di responsabilita’ ce l’ha”.  e infine in chiusura ha detto ai giornalisti:”Nel pomeriggio saro’ a Roma a risolvere altre turbolenze che ci vedono sereni e tranquilli. È una giornata frizzantina, tra lo spread, il decreto sicurezza e gli arresti di sindaci ‘accoglienti’ in Calabria”.

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Business immigrazione senza vergogna: su Facebook tariffe e offerte

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Insorge il coordinatore cittadino per le Politiche Sociali della Lega in Campania, Giulio Attanasio dopo l’ultima scoperta che addirittura è possibile acquistare su Facebook un posto sul gommone con partenza dalla Libia verso l’Italia. Senza alcun timore gli scafisti promettono su Facebook dei viaggi tranquilli e sicuri, dando garanzie come se fossero una comune agenzia di viaggi. Sulla loro pagina del noto social foto di persone felici e sorridenti pronte ad imbarcarsi come se andassero in crociera! Su Facebook è possibile scegliere la tipologia di barca e/o gommone, il motore e aggiungere vari optional quali la bussola, il cellulare satellitare, il giubbotto di salvataggio, passaporto, addirittura c’è l’opzione se si desidera anche il pilota. Offerte accessibili ad interi nuclei familiari: bambini sotto i dieci anni viaggiano a metà prezzo, bambini sotto i due anni viaggiano gratis. Senza alcun timore viene fornito anche un recapito WhatsApp.
“Questo business – dichiara Giulio Attanasio – – va stroncato senza mezzi termini, non credevo possibile che esistessero addirittura pagine Facebook. Denunciamo con forza questo commercio basato sull’illusione di offrire una vita migliore a persone le cui vite invece vengono solo messe a rischio con terribili e rischiose attraversate del deserto e del mediterraneo. Speriamo che queste pagine Facebook vengano immediatamente chiuse”-

Giorgio Kontovas

Cronache della Campania@2018

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Omicidio Mollicone, la perizia del Ris inchioda l’ex maresciallo di Arce e suo figlio. Il padre: “Serena troverà pace”

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Frosinone. Un’informativa di centinaia di pagine nella quale si ricostruisce l’omicidio di Serena Mollicone. Per i carabinieri del comandando provinciale di Frosinone ed i colleghi del Ris a colpire Serena sarebbe stato Marco Mottola, figlio dell’ex comandante della caserma di Arce. L’alterco, sfociato poi in omicidio, sarebbe avvenuto in uno degli alloggi in disuso presso la struttura militare. L’informativa, consegnata al magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo, contiene anche il ruolo di ogni indagato in questa vicenda. Oltre al giovane Marco Mottola a finire nel mirino degli investigatori sono stati il padre Franco, la madre Anna e due carabinieri che all’epoca dei fatti era in servizio presso la caserma di Arce. I due militari sono indagati, uno per favoreggiamento e l’altro per istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi che si ammazzò nel 2008, il giorno prima di essere ascoltato in merito all’omicidio.
La perizia dei Ris è contenuta in un’informativa consegnata alla Procura di Cassino nella quale in sostanza si ribadisce ciò che era emerso dall’atto istruttorio: per la morte di Serena Mollicone, uccisa il 1 giugno del 2011, le indagini conducono a Marco Mottola e al padre Franco. I due, con la moglie di quest’ultimo Anna sono infatti da tempo iscritti nel registro degli indagati per omicidio volontario in concorso e occultamento di cadavere. Secondo quanto emerso dalla perizia dei Ris Serena Mollicone, studentessa 18enne, sarebbe stata colpita negli alloggi della caserma al culmine di una lite. Successivamente il cadavere sarebbe stato spostato nel boschetto dell’Anitrella dove poi è stato trovato. La perizia medico-legale infatti indica una compatibilità tra lo sfondamento della porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce e la frattura cranica riportata da Serena Mollicone. L’informativa raccoglie tutto il materiale investigativo su un delitto avvenuto 18 anni fa. Ora il pm dovrà valutare come proseguire.
“A 8 anni dall’iscrizione nel registro degli indagati ancora non si sa come andrà a finire la loro vicenda processuale” commenta l’avvocato Francesco Germani, legale della famiglia Mottola sottolineando di essere “sicuro dell’innocenza” dei suoi assistiti. La vicenda giudiziaria dell’omicidio della diciottenne Serena è stata tortuosa. Due anni dopo il delitto fu arrestato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere Carmine Belli, un carrozziere poi prosciolto da ogni accusa dalla Cassazione. Il caso sembrava destinato a restare un mistero. Ma i dubbi, soprattutto quelli sui depistaggi, erano troppi. Le indagini sono poi proseguite anche attraverso sofisticati accertamenti scientifici per arrivare alla verità. Arrivò così la perizia dei Ris a segnare una svolta concreta.
“Serena troverà finalmente pace, dopo più di 17 anni”. Guglielmo Mollicone ripercorre il caso della figlia, ritrovata cadavere nel bosco di Fonte Cupa ad Anitrella con un sacco in testa, stretto con nastro adesivo, carta in bocca, oltre a mani e piedi legati. “La verità sta uscendo fuori, nonostante i depistaggi” dice, commentando quanto trapelato dalla relazione conclusiva dei carabinieri del comando provinciale di Frosinone e dai colleghi dei Ris, depositata ieri pomeriggio in Procura a Cassino. “Ho sempre avuto il timore che potessero anche scappare, ora devono pagare, voglio che li arrestino. Temo che possano scappare anche con dei passaporti falsi. Per me non è stato soltanto il figlio dell’ex comandante della stazione dei carabinieri locale, come sostengono gli inquirenti nell’informativa, perché il giovane potrà avere anche avuto uno scatto d’ira, ma la mia ‘bambina’ poteva essere salvata e, invece, è morta soffocata. Serena ha perso tanto sangue, non respirava. E’ morta dopo 4 o 5 ore e, non per il colpo ricevuto, ma per il sacchetto in testa che non le permetteva di respirare. Per me la colpevolezza è anche dei genitori. L’ho sempre detto”. “Colpevoli di sicuro moralmente per me anche i militari presenti, due, uno è morto – conclude il papà -, che l’avranno sentita urlare e non sono intervenuti. Da un tutore dell’ordine, sinceramente, mi aspetto di più”.

Cronache della Campania@2018

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Maxi truffa dei diamanti in tutta Italia: tra le vittime anche Vasco Rossi. Sequestrati 700 milioni di euro a 5 banche

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ì Diamanti venduti a prezzi gonfiati rispetto al loro valore reale, con false quotazioni pubblicizzate sui giornali e con l’intermediazione anche di istituti di credito. E’ il fulcro dell’inchiesta della Procura di Milano su una presunta maxi truffa da centinaia di milioni di euro ai danni di risparmiatori, investitori ma anche clienti vip, come Vasco Rossi. Indagine che oggi ha portato il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf milanese ad eseguire un sequestro preventivo da oltre 700 milioni di euro, anche carico di cinque banche indagate, Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti. Tra gli indagati, una settantina in totale, figura anche il dg di Banco Bpm, Maurizio Faroni, accusato di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza. Il maxi sequestro, firmato dal gip Natalia Imarisio, e’ stato disposto nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco, aperta due anni fa, per fatti che vanno dal 2012 al 2016, anche a seguito di un’indagine giornalistica della trasmissione ‘Report’. Il provvedimento e’ stato eseguito a carico di 7 persone e di 7 enti indagati per la legge sulla responsabilita’ amministrativa, ossia le 5 banche e le due societa’ Intermarket Diamond Business spa (IDB) e Diamond Private Investment spa (DPI), per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio. E nell’inchiesta e’ contestato anche il reato di corruzione tra privati. Lunghissimo l’elenco dei clienti che sarebbero stati raggirati, tanto che gli investigatori sono riusciti a ricostruire le posizioni di circa un centinaio di presunti truffati, ma decine e decine di altre persone avrebbe visto ‘bruciare’ gli investimenti fatti. Tra i nomi noti, oltre a quello della rockstar di Zocca, che avrebbe perso circa 2,5 milioni di euro, anche l’industriale Diana Bracco (piu’ di un milione), la conduttrice tv Federica Panicucci (54mila euro) e l’ex showgirl Simona Tagli (29mila euro). Secondo l’accusa, le due societa’ Idb (era amministrata da Claudio Giacobazzi che, da indagato, nel maggio 2018 si suicido’) e Dpi avrebbero fatto acquistare, senza nemmeno le necessarie informazioni, diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando anche del doppio il valore rispetto a quello di mercato. Per gli inquirenti, gli istituti di credito non solo sarebbero stati consapevoli del meccanismo truffaldino, ma avrebbero avuto anche “un ruolo fondamentale” di intermediazione tra le societa’ e i clienti e di “collocamento” delle pietre preziose vendute. In particolare, il sequestro per l’ipotesi di truffa e’ di 149 milioni nei confronti di IDB, di 165 milioni a carico di DPI, di 83,8 milioni a carico di Banco Bpm e di Banca Aletti, di 32 milioni nei confronti di Unicredit, di 11 milioni a carico di Intesa Sanpaolo e di 35,5 milioni a carico di Mps. Per l’ipotesi di autoriciclaggio, invece, il sequestro e’ da 179 milioni per IDB e di 88 milioni per DPI. Nell’inchiesta, infine, sono indagati anche altri dirigenti di Banco Bpm, oltre a responsabili delle due societa’ IDB e DPI.

Cronache della Campania@2018

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