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Napoli, Cantalamessa insultato da un attivista, i Centri sociali replicano: ‘Siamo stati malmenati’

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Il deputato della Lega, il napoletano Gianluca Cantalamessa è stato contestato e insultato questo pomeriggio a Napoli da un singolo giovane attivista dei centri sociali, che gli ha lanciato contro uno dei manifesti di carta del partito di Salvini e gli ha urlato contro: “Ladri, posate i soldi…”. La scena, ripresa da Fanpage.it durante l’intervista a Cantalamessa, è stata immortalata dopo la visita in città del ministro Matteo Salvini. Successivamente, l’attivista che ha lanciato la “palla di carta” contro il deputato è stato identificato dalle forze dell’ordine. Si chiama Raniero Madonna. “Siamo stati malmenati e insultati” ha dichiarato poi una delle attiviste presenti in piazza.

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Business immigrazione senza vergogna: su Facebook tariffe e offerte

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Insorge il coordinatore cittadino per le Politiche Sociali della Lega in Campania, Giulio Attanasio dopo l’ultima scoperta che addirittura è possibile acquistare su Facebook un posto sul gommone con partenza dalla Libia verso l’Italia. Senza alcun timore gli scafisti promettono su Facebook dei viaggi tranquilli e sicuri, dando garanzie come se fossero una comune agenzia di viaggi. Sulla loro pagina del noto social foto di persone felici e sorridenti pronte ad imbarcarsi come se andassero in crociera! Su Facebook è possibile scegliere la tipologia di barca e/o gommone, il motore e aggiungere vari optional quali la bussola, il cellulare satellitare, il giubbotto di salvataggio, passaporto, addirittura c’è l’opzione se si desidera anche il pilota. Offerte accessibili ad interi nuclei familiari: bambini sotto i dieci anni viaggiano a metà prezzo, bambini sotto i due anni viaggiano gratis. Senza alcun timore viene fornito anche un recapito WhatsApp.
“Questo business – dichiara Giulio Attanasio – – va stroncato senza mezzi termini, non credevo possibile che esistessero addirittura pagine Facebook. Denunciamo con forza questo commercio basato sull’illusione di offrire una vita migliore a persone le cui vite invece vengono solo messe a rischio con terribili e rischiose attraversate del deserto e del mediterraneo. Speriamo che queste pagine Facebook vengano immediatamente chiuse”-

Giorgio Kontovas

Cronache della Campania@2018

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Omicidio Mollicone, la perizia del Ris inchioda l’ex maresciallo di Arce e suo figlio. Il padre: “Serena troverà pace”

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Frosinone. Un’informativa di centinaia di pagine nella quale si ricostruisce l’omicidio di Serena Mollicone. Per i carabinieri del comandando provinciale di Frosinone ed i colleghi del Ris a colpire Serena sarebbe stato Marco Mottola, figlio dell’ex comandante della caserma di Arce. L’alterco, sfociato poi in omicidio, sarebbe avvenuto in uno degli alloggi in disuso presso la struttura militare. L’informativa, consegnata al magistrato titolare delle indagini, il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo, contiene anche il ruolo di ogni indagato in questa vicenda. Oltre al giovane Marco Mottola a finire nel mirino degli investigatori sono stati il padre Franco, la madre Anna e due carabinieri che all’epoca dei fatti era in servizio presso la caserma di Arce. I due militari sono indagati, uno per favoreggiamento e l’altro per istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi che si ammazzò nel 2008, il giorno prima di essere ascoltato in merito all’omicidio.
La perizia dei Ris è contenuta in un’informativa consegnata alla Procura di Cassino nella quale in sostanza si ribadisce ciò che era emerso dall’atto istruttorio: per la morte di Serena Mollicone, uccisa il 1 giugno del 2011, le indagini conducono a Marco Mottola e al padre Franco. I due, con la moglie di quest’ultimo Anna sono infatti da tempo iscritti nel registro degli indagati per omicidio volontario in concorso e occultamento di cadavere. Secondo quanto emerso dalla perizia dei Ris Serena Mollicone, studentessa 18enne, sarebbe stata colpita negli alloggi della caserma al culmine di una lite. Successivamente il cadavere sarebbe stato spostato nel boschetto dell’Anitrella dove poi è stato trovato. La perizia medico-legale infatti indica una compatibilità tra lo sfondamento della porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce e la frattura cranica riportata da Serena Mollicone. L’informativa raccoglie tutto il materiale investigativo su un delitto avvenuto 18 anni fa. Ora il pm dovrà valutare come proseguire.
“A 8 anni dall’iscrizione nel registro degli indagati ancora non si sa come andrà a finire la loro vicenda processuale” commenta l’avvocato Francesco Germani, legale della famiglia Mottola sottolineando di essere “sicuro dell’innocenza” dei suoi assistiti. La vicenda giudiziaria dell’omicidio della diciottenne Serena è stata tortuosa. Due anni dopo il delitto fu arrestato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere Carmine Belli, un carrozziere poi prosciolto da ogni accusa dalla Cassazione. Il caso sembrava destinato a restare un mistero. Ma i dubbi, soprattutto quelli sui depistaggi, erano troppi. Le indagini sono poi proseguite anche attraverso sofisticati accertamenti scientifici per arrivare alla verità. Arrivò così la perizia dei Ris a segnare una svolta concreta.
“Serena troverà finalmente pace, dopo più di 17 anni”. Guglielmo Mollicone ripercorre il caso della figlia, ritrovata cadavere nel bosco di Fonte Cupa ad Anitrella con un sacco in testa, stretto con nastro adesivo, carta in bocca, oltre a mani e piedi legati. “La verità sta uscendo fuori, nonostante i depistaggi” dice, commentando quanto trapelato dalla relazione conclusiva dei carabinieri del comando provinciale di Frosinone e dai colleghi dei Ris, depositata ieri pomeriggio in Procura a Cassino. “Ho sempre avuto il timore che potessero anche scappare, ora devono pagare, voglio che li arrestino. Temo che possano scappare anche con dei passaporti falsi. Per me non è stato soltanto il figlio dell’ex comandante della stazione dei carabinieri locale, come sostengono gli inquirenti nell’informativa, perché il giovane potrà avere anche avuto uno scatto d’ira, ma la mia ‘bambina’ poteva essere salvata e, invece, è morta soffocata. Serena ha perso tanto sangue, non respirava. E’ morta dopo 4 o 5 ore e, non per il colpo ricevuto, ma per il sacchetto in testa che non le permetteva di respirare. Per me la colpevolezza è anche dei genitori. L’ho sempre detto”. “Colpevoli di sicuro moralmente per me anche i militari presenti, due, uno è morto – conclude il papà -, che l’avranno sentita urlare e non sono intervenuti. Da un tutore dell’ordine, sinceramente, mi aspetto di più”.

Cronache della Campania@2018

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Maxi truffa dei diamanti in tutta Italia: tra le vittime anche Vasco Rossi. Sequestrati 700 milioni di euro a 5 banche

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ì Diamanti venduti a prezzi gonfiati rispetto al loro valore reale, con false quotazioni pubblicizzate sui giornali e con l’intermediazione anche di istituti di credito. E’ il fulcro dell’inchiesta della Procura di Milano su una presunta maxi truffa da centinaia di milioni di euro ai danni di risparmiatori, investitori ma anche clienti vip, come Vasco Rossi. Indagine che oggi ha portato il Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf milanese ad eseguire un sequestro preventivo da oltre 700 milioni di euro, anche carico di cinque banche indagate, Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti. Tra gli indagati, una settantina in totale, figura anche il dg di Banco Bpm, Maurizio Faroni, accusato di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza. Il maxi sequestro, firmato dal gip Natalia Imarisio, e’ stato disposto nell’ambito di un’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco, aperta due anni fa, per fatti che vanno dal 2012 al 2016, anche a seguito di un’indagine giornalistica della trasmissione ‘Report’. Il provvedimento e’ stato eseguito a carico di 7 persone e di 7 enti indagati per la legge sulla responsabilita’ amministrativa, ossia le 5 banche e le due societa’ Intermarket Diamond Business spa (IDB) e Diamond Private Investment spa (DPI), per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio. E nell’inchiesta e’ contestato anche il reato di corruzione tra privati. Lunghissimo l’elenco dei clienti che sarebbero stati raggirati, tanto che gli investigatori sono riusciti a ricostruire le posizioni di circa un centinaio di presunti truffati, ma decine e decine di altre persone avrebbe visto ‘bruciare’ gli investimenti fatti. Tra i nomi noti, oltre a quello della rockstar di Zocca, che avrebbe perso circa 2,5 milioni di euro, anche l’industriale Diana Bracco (piu’ di un milione), la conduttrice tv Federica Panicucci (54mila euro) e l’ex showgirl Simona Tagli (29mila euro). Secondo l’accusa, le due societa’ Idb (era amministrata da Claudio Giacobazzi che, da indagato, nel maggio 2018 si suicido’) e Dpi avrebbero fatto acquistare, senza nemmeno le necessarie informazioni, diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando anche del doppio il valore rispetto a quello di mercato. Per gli inquirenti, gli istituti di credito non solo sarebbero stati consapevoli del meccanismo truffaldino, ma avrebbero avuto anche “un ruolo fondamentale” di intermediazione tra le societa’ e i clienti e di “collocamento” delle pietre preziose vendute. In particolare, il sequestro per l’ipotesi di truffa e’ di 149 milioni nei confronti di IDB, di 165 milioni a carico di DPI, di 83,8 milioni a carico di Banco Bpm e di Banca Aletti, di 32 milioni nei confronti di Unicredit, di 11 milioni a carico di Intesa Sanpaolo e di 35,5 milioni a carico di Mps. Per l’ipotesi di autoriciclaggio, invece, il sequestro e’ da 179 milioni per IDB e di 88 milioni per DPI. Nell’inchiesta, infine, sono indagati anche altri dirigenti di Banco Bpm, oltre a responsabili delle due societa’ IDB e DPI.

Cronache della Campania@2018

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